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Selezione delle marze
da piante certificate
(operazione effettuata nei periodi estivi)

Taglio delle marze per
la serra di nebulizzazione (talee)

Stesura delle talee nella serra di nebulizzazione

Serra di nebulizzazione

Talee radicate dopo 90 giorni

Apparato radicale

Piantina di 1 anno

Propagazione Piante di olivo da Talea

La propagazione dell’olivo per “talea semilegnosa”, è sicuramente il metodo di moltiplicazione più diffuso nel settore del vivaismo olivicolo professionale. Circa la metà degli olivi prodotti dalla nostra azienda è ottenuto con questo sistema.

Questa tecnica di propagazione richiede operazioni meno complicate di quelle necessarie per produrre piante tramite innesto, importante è però conoscere ed seguire con attenzione tutte le fasi della filiera. Il punto debole è rappresentato dal fatto che purtroppo non tutte le cultivar di olivo si adattano a questo metodo di propagazione. Molte varietà infatti sono incapaci di radicare: nonostante i trattamenti con stimolatori, le talee non emettono radici o se le emettono non sono in quantità sufficiente per costituire un nuovo ed efficiente apparato radicale.
Il ciclo di produzione inizia con il prelievo, dalle piante madri, del materiale vegetale di propagazione, costituto da rami di un anno,
Dal materiale prelevato, vengono poi preparate le talee, costituite da porzioni di ramo di 5-6 nodi.
Viene effettuato un taglio alla base della talea (poco sotto un nodo) e si defogliano i due nodi sovrastanti lasciando i rimanenti due o tre palchi provvisti di foglie.
La porzione basale della talea viene poi immersa per pochi secondi in una soluzione idroalcolica contenente un fitostimolatore della radicazione.
Le talee così preparate e opportunamente trattate, vengono collocate nei bancali di radicazione.
Questi sono dei “cassoni” in cemento della profondità di 25 cm, il cui fondo è termocondizionato mediante una serpentina dove scorre acqua calda (serve a mantenere costante la temperatura alla base del substrato) .
I bancali di radicazione vengono riempiti con un substrato inerte costituito da perlite per uno spessore di 15 cm.
La perlite, costituita da granuli minerali di colore bianco, ottenuti mediante trattamento termico (1000 °C) di una roccia vulcanica, la “riolite”, è un ottimo substrato che offre elevate garanzie di ossigenazione e permeabilità.
Una volta riempito il bancale di radicazione, la perlite viene bagnata e accuratamente amalgamata, per poi essere distesa e livellata con attenzione.
Le talee vengono collocate nel bancale inserendo la parte basale per 3-4 cm nella perlite.
Le foglie delle talee vengono frequentemente irrorate con acqua finemente nebulizzata (Mist propagation) per evitare la disidratazione. Un sistema elettronico regola automaticamente l’impianto della nebulizzazione in modo da garantire sempre ottimali condizioni di umidità ambientale.
Le talee permangono nei bancali di radicazione per 60–70 giorni, questo periodo rappresenta la fase più delicata di tutto il processo.
Le ottimali condizioni ambientali all’interno della serra di propagazione sono alla base del successo del ciclo di produzione, scompensi o squilibri dovuti ad eccessi o carenze idriche possono compromettere totalmente la radicazione delle talee.
Una volta ottenute le barbatelle (talee radicate), queste vengono estirpate dal substrato con estrema delicatezza, per non danneggiare le radichette neoformate e trapiantate in vasetti contenenti un idoneo terriccio a base di torba, pomice e sostanze organiche umificate.
Nel pieno rispetto della qualità, vengono trapiantate solo le barbatelle che hanno un apparato radicale ben formato e sviluppato. La nostra selezione è molto restrittiva ed il sistema di controllo ha predisposto un rigido schema di analisi che prevede l’osservazione di numero, lunghezza, angolazione e conformazione delle radici. Solo le ottime talee radicate vengono trapiantate in vaso ed iniziano l’iter di crescita che porta alla pianta finita che acquistate. Con questa scrupolosa selezione si evita la produzione di piante originatesi da barbatelle con radici scarse e deboli: un buon inizio è tutto. Un ottimo risultato sia nell’attecchimento che nella prima crescita delle nuove piante del vostro oliveto inizia da qui, ve lo garantiamo




olivi di 5 anni

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Pietro Barachini (al centro col...

Pietro Barachini (al centro col microfono) durante la premiazione a Milano

PESCIA. Azienda pesciatina ha vinto l'Oscar Green nazionale con l'app salvatruffe per tutelare il vero extravergine d’oliva: trasparenza dalla pianta alla tavola. È il terzo Oscar per Pistoia, sette i riconoscimenti a livello regionale. «Sono molto emozionato, felicissimo per un riconoscimento che premia me, la mia famiglia ed i compagni di strada»: Pietro Barachini con la sua Società Pesciatina di Orticoltura (Spo), imprenditore agricolo di 38 anni, ha vinto l'Oscar Green, il premio alle imprese più innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della prima giornata dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo2015.

Barachini e l'ingegnere Dario Gronchi hanno inventato una strepitosa App salva-truffe per tutelare il vero extravergine d’oliva. "Senza tutela il nostro agroalimentare non ha futuro. Con questa App smascheriamo il falso olio Made in Tuscany e difendiamo imprese e lavoro» ha raccontato Barachini subito dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento". iOlive aveva già vinto l'Oscar Green della Toscana nel luglio scorso nella categoria 2.Terra, nella finale nazionale ha prevalso su altri due idee: 'Il liquore di lumaca' di un imprenditore campano e Alleva un maiale di un imprenditore abruzzese.

"È il terzo Oscar Green nazionale per l'agricoltura pistoiese, a cui si aggiungono sette riconoscimenti a livello toscano - spiega Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia - Il premio alla Società Pesciatina di Orticoltura conferma la capacità dell'agricoltura della provincia di saper fare piante, sia ornamentali, sia da frutto". Sì, perché la Spo è stata premiata per iOlive, una piattaforma informatica che racconta tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall'olivo madre, all'olio in tavola.

Quel ramoscello, che diventa pianta, si trasforma in un certificato disponibile a tutti gli appartenenti al circuito dell'extravergine toscano e nelle etichette dei clienti, attraverso codici Qr. "L'impegno e la passione premiano le nostre

 

aziende giovani, anche in questa edizione straordinaria dell'Oscar Green, che si è tenuta nella cornice dell'Esposizione universale di Milano. All'Expo si respira un bellissimo clima di innovazione e futuro" ha dichiarato Paolo Giorgi, delegato di Coldiretti Giovani Impresa.Pietro Barachini (al centro col microfono) durante la premiazione a Milano

PESCIA. Azienda pesciatina ha vinto l'Oscar Green nazionale con l'app salvatruffe per tutelare il vero extravergine d’oliva: trasparenza dalla pianta alla tavola. È il terzo Oscar per Pistoia, sette i riconoscimenti a livello regionale. «Sono molto emozionato, felicissimo per un riconoscimento che premia me, la mia famiglia ed i compagni di strada»: Pietro Barachini con la sua Società Pesciatina di Orticoltura (Spo), imprenditore agricolo di 38 anni, ha vinto l'Oscar Green, il premio alle imprese più innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della prima giornata dedicata alla creatività Made in Italy ad Expo2015.

Barachini e l'ingegnere Dario Gronchi hanno inventato una strepitosa App salva-truffe per tutelare il vero extravergine d’oliva. "Senza tutela il nostro agroalimentare non ha futuro. Con questa App smascheriamo il falso olio Made in Tuscany e difendiamo imprese e lavoro» ha raccontato Barachini subito dopo aver ricevuto il prestigioso riconoscimento". iOlive aveva già vinto l'Oscar Green della Toscana nel luglio scorso nella categoria 2.Terra, nella finale nazionale ha prevalso su altri due idee: 'Il liquore di lumaca' di un imprenditore campano e Alleva un maiale di un imprenditore abruzzese.

"È il terzo Oscar Green nazionale per l'agricoltura pistoiese, a cui si aggiungono sette riconoscimenti a livello toscano - spiega Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia - Il premio alla Società Pesciatina di Orticoltura conferma la capacità dell'agricoltura della provincia di saper fare piante, sia ornamentali, sia da frutto". Sì, perché la Spo è stata premiata per iOlive, una piattaforma informatica che racconta tutta la storia delle piante, dal ramoscello staccato dall'olivo madre, all'olio in tavola.

Quel ramoscello, che diventa pianta, si trasforma in un certificato disponibile a tutti gli appartenenti al circuito dell'extravergine toscano e nelle etichette dei clienti, attraverso codici Qr. "L'impegno e la passione premiano le nostre aziende giovani, anche in questa edizione straordinaria dell'Oscar Green, che si è tenuta nella cornice dell'Esposizione universale di Milano. All'Expo si respira un bellissimo clima di innovazione e futuro" ha dichiarato Paolo Giorgi, delegato di Coldiretti Giovani Impresa.

 











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